lundi 18 août 2008

Diane Arbus

Diane Arbus. Mi é ritornata in mente mentre Karim mi chiedeva perché mi piacciono i libri con un ambientazione e una storia squallida, dove il clima generale é sofferenza e tormento.






What I'm trying to describe is that it's impossible to get out of your skin into somebody else's.... That somebody else's tragedy is not the same as your own....Most people go through life dreading they'll have a traumatic experience. [These people] were born with their trauma. They've already passed their test in life. They're aristocrats." così dice lei del suo lavoro.
e così dicono i critici:
Come nelle immagini di Arbus appunto, il mondo circostante sembra sparire e la persona si porge all’obiettivo con una schiettezza che sottende uno scambio umano fra fotografo e fotografato.

Non c’è racconto ma “presenza“. E incontro. 


io avevo visto il film con nicole kidman, "Fur", che mi era piaciuto moltissimo. questa ragazza della società bene che non resiste al fascino del diverso, del perverso, dell'originale, della marginalizzazione. senza un giudizio positivo o negativo, lei fa solo foto del diverso. magari a me piacciono le storie così perché sono diverse dalla mia realtà. é come prendere atto che c'é altro. come quando si viaggia.


3 commentaires:

karpe diem a dit…

Oui, je comprends bien ce que tu veux dire... mais j'aimerais en savoir plus sur ce besoin qui m'effraie un peu ! Cette explication - "la recherche de l'autrement" - ne me sattisfait pas et j'aimerais bien trouver des infos sur ce thème : Dis-moi ce que tu lis... je te dirais pourquoi !

Louise a dit…

Diane Arbus, elle est assez fascinante. Tu n'as pas "Fur" en DVD par hasard?

filoderba a dit…

non, désolée. mais je l'avais loué à la vidéothèque monbijou. si tu veux je te donne ma carte.