jeudi 24 juin 2010

sicilia

atterrati a catania abbiamo affittato una macchina (e ho scoperto il terrore assoluto all'avicinarsi di una rotonda: gli stop, le perdite di precedenza, la precedenza da destra, le corsie, non vale niente. ciascuno avanza e il primo che arriva passa) e siamo andati a siracusa.
come ce lo siamo fatti ripetere innumerevoli volte, nel 1693 un terribile terremoto sconquassò il sud/est della sicilia radendo al suolo le città che furono ricostruite da cima a fondo in stile barocco. molto bello, completamente unitario e evidentemente abbastanza kitsch.
il ragazzo del nostro hotel ci ha consigliato un posto per fare il bagno abbandonato dalle folle e dalle famiglie e siamo finiti alla punta del pero che durante la liberazione d'italia fu la base delle truppe inglesi. malgrado sia abbandonata ai vandali e alla spazzatura (a quanto pare perché diventerà un villaggio turistico e la gente si "vendica" lasciando la propria merda. la logica sfugge evidentemente) é un posto assolutamente magnifico



siracusa di fronte:
nella campagna sicula, coltivata centimetro dopo centimetro, sorprendentemente fertile, sarà la terra vulcanica, abbiamo incontrato una truppetta di pecore rasate:
noi non si sa come siamo regolarmente arrivati nelle città verso le 13h30. caldo soffocante e assolutamente TUTTO chiuso, sfigatissimi. a noto, perla barocca dela sicilia, ho osato assaggiare un arancino e quasi muoio... pesantissssimo.
e poi modica, spettacolare e inquietante (il nostro albergo era giù sotto...) dove ho mangiato la migliore pasta del mondo: fusilli, ricotta e sugo di salsiccia di maiale

il karim voleva assolutamente che io mettessi questa foto dove sembro drogata:
la spiaggia di vindicari con sullo sfondo una fabbrica abbandonata di laterizi (tutti a usare sta parola che io evidentemente non conoscevo, ma facevo finta: ah ecco, guarda) mattoni quindi:
ragusa:

il karim e gli asini dell'"agriturismo":
l'insediamento preistorico di noto antica:

arte:
gli ulivi dell'"agiturismo" lussuoso dove ci siamo fermati per mangiare e siamo rimasti conquistati dal posto e dalla famiglia che ci ha accolti. siamo arrivati nel momento stesso in cui loro si mettevano a tavola con un immenso couscous in questo monastero medievale in mezzo al nulla. restaurato di recente, un posto elegante e ricercato. insomma, noi ci sediamo in parte a loro e evidentemente ce li squadriamo ben bene, noi lerci dal viaggio per stradine sterrate che il karim voleva assolutamente farmi prendere, imbarazzati e affamati. allora ci chiedono se vogliamo assaggiare il couscous, SI certo! delizioso, poi il gaspacho che ha fatto sto cuoco bravissimo e poi la nostra pasta. e quando abbiamo visto il resto, siamo rimasti. catania e il mercato del pesce saranno per un'altra volta.
io ho scritto troppo, ma stasera devo fare la dichiarazione delle imposte e non ho voglia. per nulla!

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